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LA MALEDIZIONE DI CAINO




Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale partorì Caino e poi Abele.
In tutte le versioni della storia, Caino è un agricoltore e Abele un pastore.
Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; mentre Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.
La Bibbia designa l'invidia come causa del crimine commesso da Caino.
Secondo un testo extra-biblico della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, il Libro di Mosè contiene un'ampliata interpretazione della storia: Caino uccise Abele come risultato di un accordo di omicidio con Satana. In seguito, Caino esclamò: «Sono libero; sicuramente i greggi di mio fratello cadono nelle mie mani» (Perla di gran prezzo, Mosè - 5,33).
Nel testo della Genesi, cap. 4,9-19: Dopo l’omicidio di Abele, compiuto da Caino, Dio non interviene per punire, ma porre l’assassino di fronte alle proprie responsabilità. «Dove è Abele tuo fratello» Caino rispose: «sono forse io il custode di mio fratello?» La radice  del  crimine commesso sta nel non riconoscere l’altro come un fratello, ma nel vederlo come un oggetto di cui posso disporre come voglio.
La conseguenza per Caino fù: La maledizione come lontananza da Dio e dalla vita; la rottura del rapporto positivo con la terra, e la condizione di esule e fuggiasco che caratterizzerà Caino, esule, nella terra di Nod.
La vera punizione dell’omicida è la solitudine accompagnata dal rimorso, che accompagnerà Caino per tutta la vita.
Caino viene abbandonato da Dio: di fronte alla sua paura, che lo seguirà sempre.
Nessuno può  uccidere Caino. Il segno posto su Caino è il segno della maledizione per quello che ha comesso. Una vita senza la morte, dove vedrà i suoi cari invecchiare e morire.
La più antica testimonianza conosciuta della narrazione viene dai Manoscritti del Mar Morto ed è risalente al I secolo a.C.



Secondo la tradizione midrashica, Caino e Abele avevano entrambi una sorella gemella che dovevano sposare. Si racconta che la sposa di Abele, Aclima, era la più bella, e che Caino non era d'accordo sul loro matrimonio. Adamo allora propose di riferire la domanda a Dio attraverso un sacrificio. Dio rifiutò il sacrificio di Caino, segno di disapprovazione del matrimonio tra lui e Aclima, e Caino uccise suo fratello in un raptus di gelosia.




Secondo i mormoni, Caino voleva possesarsi dei beni di Abele, cioè le pecore, motivo del suo assassinio.
Per aver ucciso il fratello, Caino è stato condannato da Dio a viaggiare sulla terra per sempre, in maniera molto simile alle più recenti leggende dell'Olandese volante e dell'Ebreo errante.
Caino, il viandante è apparso anche nel folklore mormone, nel quale viene narrato che uno dei primi leader mormoni, David W. Patten, incontrò nel Tennessee un uomo alto, dai lunghi capelli e di pelle
scura, che diceva di essere Caino. Il racconto narra che Caino aveva ardentemente desiderato di morire, ma gli era stato negato questo suo desiderio, e che il suo scopo è quello di distruggere le anime degli uomini.

Nel Libro dei Giubilei è scritto che Caino sposò sua sorella Awan e generò un figlio, Enoch, approssimativamente 196 anni dopo la creazione di Adamo.
Caino fondò una prima città, e la chiamò Enoch, come suo figlio, costruì una casa e visse lì, finché la casa non gli crollò addosso e morì nello stesso anno della morte di Adamo.

Una leggenda medievale narra che Caino viaggiò fino ad arrivare alla Luna e si stabilì lì con una fascina di spine sulla schiena. Questa storia ebbe origine grazie alla fantasia popolare riguardo alle ombre sulla faccia della luna ovvero i crateri. Un riferimento a questa credenza lo si può trovare nella Divina Commedia (canto XX verso 126) dove l'espressione "Caino e gli stecchi" viene usata come sinonimo di "luna".

In tutte le versioni della storia, Caino viene ritratto come un peccatore e come il primo traditore della storia, poiché assassinò suo fratello, dopo che Dio rifiutò i frutti del suo raccolto in sacrificio, al contrario delle bestie sacrificate da Abele. Conformemente, Abele è stato la prima vittima, il primo essere umano a morire. Caino viene menzionato come il primogenito di Adamo ed Eva, e quindi, come dicono le sacre scritture, il primo essere umano a nascere.
La storia di Caino e Abele è presente anche in altri testi, ed è oggetto di varie interpretazioni.
Abele, conosciuto come la prima vittima, a volte viene visto come il primo martire; Caino invece viene visto come un progenitore del male. Varie allusioni a Caino e Abele come archetipo del fratricidio sono presenti in numerosi riferimenti e racconti, attraverso l'arte medievale e le opere Shakespeareane.



(marchio di Caino, inflitto da Dio)

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